Ex Villa Castelli - Comune di Predappio (FC)

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Ex Villa Castelli

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Ex Villa Castelli 

Progetto di E. De Angeli
Costruzione:1940-1941
Ubicazione: Predappio - V.le della Libertà

Così denominata dal cognome del committente, direttore dello stabilimento aeronautico Caproni, la villa fu progettata dall'ingegnere bolognese Enrico De Angeli, che la realizzò in due anni - dal 1940 al 1941 - ma non venne mai abitata dalla famiglia Castelli. Mussolini la fece adibire a colonia permanente e quando vedova dell'imprenditore, a causa del dissesto finanziario, fu costretta a mettere in vendita la villa essa venne acquistata dalla provincia lombardo - veneta che con il nome di "Opera San Camillo" la adibì a fini istituzionali di assistenza a minori provenienti da famiglie disadattate. Dal 1973 i religiosi camilliani la utilizzano su incarico dell'amministrazione di Forlì per l'assistenza dei malati mentali. Oggi la distribuzione degli spazi è completamente diversa da quella originaria, a seguito delle numerose modifiche intervenute nel primo dopoguerra, nel 1973 e a fine anni Ottanta (ampliamento tramite nuovo fabbricato addossato al prospetto laterale che è andato ad occupare il cortile d'ingresso).
Posta ad una quota inferiore rispetto al piano stradale, la villa si presenta come un grande volume compatto e chiuso sul quale sono appoggiati vari elementi architettonici: sul davanti una scala, sul retro un lungo portico. Superata la scala, percorsa la grande terrazza si accede all'interno del salone centrale, affiancato dalla cucina e dalla sala da pranzo. Di fronte all'ingresso due ambienti più piccoli sono separati dalla terrazza da una luminosa serra delimitata da una vetrata curva. Lo scalone a giorno prolunga poi al piano inferiore lo spazio del soggiorno e un lungo percorso longitudinale adiacente ad esso delimita gli alloggi della servitù e gli ambienti di servizio. Al secondo piano lo scalone porta ad un grande disimpegno che prosegue verso la parete anteriore in un'ampia terrazza delimitata da muri in cui si aprono grandi aperture a nastro.
Il tetto - giardino che conclude l'edificio era destinato alla realizzazione di una piscina delimitata da pareti a loro volta aperte su ogni lato.

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